I cinque motivi per un giorno a Bruxelles

La capitale d’Europa è tanto multiculturale quanto grigia. E sono due aspetti che si scontrano: ci si aspetterebbe un tripudio di colori (vista la presenza di tantissime etnie), invece no; un po’ come se tutti si fossero allineati, appiattiti, raffreddati.  “Belgizzati” davvero. Non si può dire che regni la simpatia, nemmeno lo spirito d’accoglienza. Ma Bruxelles vale la pena comunque, per almeno cinque motivi: la piazza tra le più belle d’Europa, gli angoli Art Nouveau, quel genio di Magritte, la cioccolata e i Puffi. Questo il percorso anche per un viaggio in un giorno a Bruxelles, da scoprire prevalentemente a piedi (il centro è davvero ridotto).

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Dall’aeroporto internazionale (Zaventem) alla Gare du Nord ci vogliono 15 minuti; il biglietto costa 17,20 (andata e ritorno), quindi preferibile ai taxi (a noi hanno chiesto 50 euro, sola andata). Per la colazione, se avete tempo, il consiglio è Mokafé, gioiello incastonato nella Galleria Reale perfetto per croissant al burro e tè nero veloci, con una selezione notevole di torte e arredamento decadente ma affascinante. La prima tappa deve poi essere la Grand Place, perché va vista almeno due volte: di giorno per apprezzarne l’architettura e di sera per rimanere a bocca aperta. Il tour con il sole serve per scoprire i palazzi, che sono quelli delle corporazioni: divertente andarli a cercare, guida alla mano.

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Fate il giro completo: dai fornai (la Maison du Boulangers, dove ora c’è il café Roy d’Espagne) agli artisti (al civico 26, dove ha vissuto pure Victor Hugo), passando per fabbricanti di sego con le carriole dorate, ebanisti, arcieri (si vede bene la faretra), battellieri, merciai, La Stella (che ce l’ha in cima e nasconde la statua di Everard ‘t Serclaes, da accarezzare perché porta bene), poi i macellai con il loro cigno, i birrai (che sono presenti ancora oggi, pure con un piccolo museo) e i sarti. Uscite però da Rue de Chapeliers, prendete poi Rue du Marché aux Fromages e girate a destra in Rue des Eperonniers per poi trovarvi in Place Saint-Jean e dirigervi verso il Mont des Arts, quello dei musei. Qui, la scelta è ardua, ma vi consigliamo il Museo Magritte, nuovissimo e ben pensato, con alcune delle opere più importanti dell’artista; ci vuole un po’ di tempo per visitarlo, perché i piani sono tre e i quadri davvero tanti.

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Usciti da lì, giro veloce per le vie di Sablon (il quartiere dei negozi d’antiquariato) per arrivare al vostro locale per il pranzo: La Fleur en Papier Doré, che si trova in Rue des Alexiens, ma senza sapere il civico (55) è davvero difficile da individuare; questo è il locale in cui lo stesso René François Ghislain Magritte veniva a bere e conversare. L’atmosfera è fantastica, il menù essenziale ma tutto è gustoso (provate le specialità, fatevi pure consigliare la birra); mangiate e godetevi le pareti piene di illustrazioni, scarabocchi, targhe, foto d’epoca.

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Da qui, sfruttate le ore di luce per andare all’Atomium (dovete prendere la metro e scendere a Heysel), che è il simbolo della città; se il cielo è limpido (e solo in quel caso, altrimenti sono soldi buttati), salite in cima e godetevi il panorama. Scendendo poi alla fermata Gare Centrale avrete la possibilità di entrare velocemente nella cattedrale (evitabile) e di visitare uno dei musei più divertenti, quello del fumetto, che in Belgio chiamano Centre belge de la bande dessinée; scoprirete che a Bruxelles sono nati i Puffi, grazie al genio di Peyo (a un colpo di fortuna e all’estro di un amico) e vi addentrerete nel mondo di Tintin.

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Si può poi tornare tranquillamente a piedi alla Grand Place, dove finalmente sarà buio. Godetevela sorseggiando la cioccolata calda di Godiva, passeggiate verso la statua più assurda della capitale, il Manneken Pis, e percorrete le principali vie dello shopping. Per cena, il consiglio è muoversi dal centro e raggiungere L’Idiot du Village in Rue Notre-Seigneur, ristorante caratteristico e divertente (gli unici camerieri simpatici noi li abbiamo trovati qui) dove assaggiare specialità e piatti della tradizione belga rivisitati; non è economico, ma la capitale d’Europa è abbastanza cara in generale. Fanno eccezione gli alberghi: noi abbiamo scelto il Thon Centre, proprio sopra la fermata Rogier (50 euro a notte una doppia, camere essenziali ma pulite, comodo per muoversi).

Ma chi rappresenta quella statua che tutti sfiorano nella Grand Place? Scopritelo qui

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