Genova “la superba” da riscoprire in un giorno

Molti la chiamano così, “la superba”, pochi sanno da dove questo soprannome derivi. Per scoprirlo, bisogna tornare al 1358 e a una relazione di viaggio scritta mica da uno qualunque. Francesco Petrarca, dopo aver visto Genova, l’ha descritta così: “Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare”. Quindi “superba” più per la posizione di dominio sul mare che per l’atteggiamento o l’aspetto.

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Genova è una città da (ri)scoprire anche per gli italiani, che la conoscono troppo poco e la snobbano per mete (vicinissime) come Portofino o Lerici. Sbagliando. Di recente è stata inserita dall’Independent tra le nove incredibili città sottovalutate d’Europa, accanto a Belfast e Valencia. E allora valutiamola, questa Genova, anche solo in un giorno e partendo dalla colazione: si deve provare quella di Douce, in piazza Giacomo Matteotti, definita da Dissapore una delle 32 migliori d’Italia; i dolci sono una poesia creata dal maître pâtissier Michel Paquier, il servizio è veloce, il caffè molto buono. Provate la mini tortina al pistacchio o quella (pazzesca) agli agrumi, cioccolato e lampone. Siete a dieci passi da Palazzo Ducale, sede da sempre di mostre di livello (in questo momento c’è Warhol, dal 16 marzo arriva Modigliani), di estemporanee interessanti (come quella, fino a fine mese, dedicata alle Valigie d’artista e curata da Idea d’arte) e di esposizioni fotografiche da segnarsi in agenda. Troverete sicuramente qualcosa da vedere, anche gratis. Uscendo, girate a sinistra e buttate più di un occhio dentro alla Chiesa del Gesù, gioiello architettonico e artistico, visto che sono conservate qui molte tele di Rubens e Reni.

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Genova ha uno dei centri storici medievali meglio conservati in Europa, una parte rinascimentale (via Garibaldi) con palazzi anche visitabili e angoli di architettura Belle Époque. What else? Camminate per la lunga e degradante via san Lorenzo, che è la strada che vi porterà all’omonima cattedrale romanica-gotica, riconoscibile per la facciata “a righe” con i tre portali e i due leoni che sorvegliano la scalinata.

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Per il pranzo, potete scegliere: focaccia calda al volo da Focaccia e dintorni (via di Canneto il Curto), oppure tortine genovesi nello storico Caffè degli Specchi (quello in salita Pollaiuoli, la “grotta di porcellana” cantata in versi da Dino Campana; tra l’altro la gestione è di Douce e i dolci sono gli stessi). L’obiettivo, in entrambi i casi, è fare in fretta, per godersi ancora qualche ora di luce in città: le prime del pomeriggio vanno spese per vedere il simbolo di Genova, La Lanterna, cioè il faro funzionante più antico del mondo (fino al 1902 era anche il più alto) che è visitabile fino alla prima terrazza. Si può lasciare l’auto al terminal traghetti, le visite sono possibili sabato, domenica e festivi solo al pomeriggio, dalle 14,30 alle 18,30, e il biglietto costa 6 euro (5 il ridotto). Ben spesi: sotto i vostri piedi ci sono tutta Genova e la costa fino al promontorio di Portofino.

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La prossima tappa è il Porto Antico, dove si trova anche l’Acquario. Ma con un solo giorno a disposizione, secondo noi merita di più il Museo Del Mare, Galata, dove viene raccontata la storia della navigazione e c’è anche una (davvero ben fatta) ricostruzione del naufragio dell’Andrea Doria; fuori, c’è il sommergibile Nazario Sauro, l’unico visitabile in acqua in Italia. Il biglietto, con visita al Sauro, costa 17 euro, ma li vale perché l’esposizione è interessante, ricca e interattiva (consigliata anche per i bambini) e la visita al sottomarino è unica. Dal Porto Antico, notate il Palazzo San Giorgio, uno degli edifici storici simbolo di Genova che stupisce per la facciata e l’imponenza.

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Per la passeggiata del tramonto, il consiglio è Corso Italia, per raggiungere il borgo marinaro di Boccadasse, respirare un po’ d’aria di mare e fare un break all’Antica Gelateria Amedeo. Qui ci sono anche buoni ristoranti, ma il nostro suggerimento è tornare in centro e godersi l’atmosfera particolare de Il Balcone, tipica trattoria genovese dove si trovano sempre i brandacujun (merluzzo e patate), le trofie di castagne con il pesto tradizionale (con patate e fagiolini, ovviamente), i pansoti, la cima, il cundigiun e il coniglio alla ligure. Mangerete in piccoli tavoli in un luogo che sembra d’altri tempi, tra fogli di giornali d’epoca e foto che raccontano la Genova che fu.

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